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Recenti
studi hanno individuato negli antichi fondatori del paese di Esterzili,
parte di quelle popolazioni sarde che si spostarono dalle pianure
insediandosi nelle impervie montagne dell'interno dell'Isola per non
sottostare alle invasioni e dominazioni che, nei diversi periodi storici,
si alternarono nei territori della Sardegna.
E in effetti, pur essendosi succedute nel territorio la dominazione
dei romani, dei pisani e di antiche famiglie feudali come i Carroz,
si trattò di un assogettamento puramente formale, vista la
scarsa propensione alla sottomissione di questa gente di montagna,
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che
si guadagnò l'appellativo di "civites barbarie" che
ha dato poi origine al termine Barbagia.
Sono
però i reperti più antichi ad appassionare gli studiosi.
La Domu 'e Urxìa è la più grande ed importante
costruzione preistorica a pianta quadrata dell'Isola. Essa era racchiusa
in un recinto a forma ellitica, ricordando costruzioni orientali dell'epoca.
Chi portò questa tecnica costruttiva in Sardegna? E perchè
ad Esterzili, in una zona tra le più impervie e lontana dalle
coste?
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Da
considerare che poco lontano, sempre lungo le pendici del Monte Vittoria,
si trovano le rovine di un grande villaggio nuragico con mura megalitiche,
un grande nuraghe e un pozzo sacro. Gli studiosi sono concordi nel
ritenere un utilizzo delle due strutture nello stesso periodo.
Si attendono importanti risposte da nuove campagne di scavi che porteranno,
si spera, un pò di luce su uno dei tanti misteri della Sardegna. |
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